Il pacco

Non nego che nel silenzio tombale di quei giorni la mia mente abbia formulato i pensiei più assurdi. Persino che quel distacco fosse doloroso, ma necessario. Dopo saremmo tornati più uniti e innamorati che mai, alla faccia di tutti e di tutto. Ho alternato momenti di serena rassegnazione ad altri di cupa disperazione. Poi ad un certo punto ho pensato di potercela fare e amen. Ed è stato lì, proprio in quel momento, che hanno suonato alla porta.

E chi era?

Il postino: m’ha consegnato un pacco. Il mittente era Lui. Via posta m’ha mandato lo spazzolino, il pigiama, il babydoll, la tazza della colazione e la crema idratante. In un post it degno del suo stile ha scritto, senza preamboli: “Ecco, le tue cose. Appena puoi mandami le mie. Mi raccomando quei 6 numeri di Tex Wiler, sai che ci tengo. Mettili in un sacchetto a parte”. Nient’altro. Nemmeno un ciuccia bestia, un cara, uno stammi bene o un è stato bello.

Terribile.

Già. Sono passata dallo stato di Stand by allo stato Off. Che faccio, schiaccio Riavvia?

No tesoro, il Riavvia non è sano, rimani su Off. Ma prima dai fuoco a quei sei numeri di Tex Willer e poi spargi le ceneri al vento. Ti facciamo volentieri compagnia io, la Luisa e il Moet & Chandon. A stasera!

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2 Pensieri su &Idquo;Il pacco

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