Dichiarazione d’intenti

Prima riunione di redazione con i nuovi colleghi, nonché primo giorno del nuovo lavoro in sede, visto che di solito lavoro da casa. Il direttore mi presenta a tutta la redazione, poi sproloquia per un tempo indefinito su piattaforme digitali e argomenti da sviluppare che – come da piccola quando ascoltavo il telegiornale – ancora oggi mi causano un oscuro e gelido terrore. E sai cosa faccio io in questo delicatissimo quanto cruciale momento della mia vita professionale?

Pensi che potresti perdere il treno delle 18.30?

Macché! Mi preoccupo di domare gli sguardi spietati delle mie nuove colleghe.

Ma dai!

Ho davanti a me 4 cloni di Elisa Isoardi: giovani, modaiole fanciulle che, come il loro più famoso e televisivo esemplare, in un mezzogiorno di cuoco sarebbero capaci di rompere sulla testa un piatto da portata a chi gli rompe le uova nel paniere. Con tanta dolcezza, s’intende.

Stronza!

Io, eh? Come il Professor Zapotec sospendo il tempo e il discorso del Direttore e tacitamente rispondo al fuoco di fila di domande che, altrettanto tacitamente, mi rivolgono gli occhi indagatori delle colleghe, le quali – manco a dirlo – mi hanno appena radiografato arti, tronco, testa, pensieri, parole, opere e omissioni.

Esagerata!

Ne approfitto anche per formulare una dichiarazione d’intenti e così esordisco: “Care colleghe, buongiorno. Sono qui tra voi animata di buone intenzioni. Sventolo la bandiera della pace. Entro in punta di piedi. Mi hanno chiamata ad assolvere il mio dovere, niente di più. E sono pronta a rispondere ad ogni dubbio e domanda la vostra curiosità faccia nascere. Si, questo è il colore naturale dei miei capelli. Si, porto gli occhiali, a volte le lenti a contatto. Si, gli occhi sono verdi. Si, i denti sono tutti miei. Già: la maglia non costa più di 25 euris. No, i jeans non sono griffati. In effetti: le scarpe costavano poco più di 50 € ma con i saldi le ho pagate la metà. Idem la borsa. Mi mangio le unghie, si. Ho la fede, quindi sono sposata. Il solitario è un regalo di mio marito. L’altro anello è argento. L’orologio è in acciaio. In effetti: la gravidanza non ha lasciato grosse tracce e per i miei 36 anni non sono proprio da buttare. Anzi, sono pure finalista del Relooking 2009! Si, ho un forte accento pugliese ma non parlo come Lino Banfi: vengo da Salento e lì il dialetto è diverso. Ho capito: non mi chiedete dove lavoravo prima perché vi siete letto tutto il curriculum su uno dei miei blog. Sono pure su Facebook. Nient’altro? Se permettete, concludo. Sono diplomatica, discreta, educata. Non mi piace far polemica. Forse per questo non dico sempre quello che penso. Lo scrivo, però. Sono fatta così. Infine: tengo a precisare che non sono qui per fare le scarpe a nessuna di voi, care colleghe. Ma se succede, nessun rancore per carità”.

Stai vaneggiando, cara. Puoi stare tranquilla: viviamo in un paese in cui le donne possono contare sulla solidarietà sincera e spassionata delle colleghe di lavoro. Tra noi donne c’è complicità, sostegno reciproco, comprensione, collaborazione e fiducia, soprattutto quando una di noi è anche mamma. Una nuova collega è sempre la benvenuta e viene accolta a braccia aperte così che l’ambiente di lavoro le risulti subito familiare e non senta troppo la mancanza dei figli o, peggio, si senta in colpa per averli lasciati a casa con la baby sitter.

Si, come no! Ricordo perfettamente cos’è successo l’ultima volta che mi hai detto “Stai vaneggiando, cara”. Stavolta quello che dovevo dire l’ho detto. A scanso di equivoci.

L’autrice di questo blog si dissocia da ogni dichiarazione, dialogo, soliloquio e sproloquio, nonché da pensieri, opere e omissioni dell’Alter Ego. Benché intimamente ne apprezzi la spudorata sincerità, precisa che spesso è vittima inconsapevole delle esternazioni del Suddetto.

Annunci

4 Pensieri su &Idquo;Dichiarazione d’intenti

  1. Ahahaha! Discorso da oscar!
    Brava, ancora, bis!

    Anche io sono in un’azienda da 3 giorni! Primo lavoro dopo la scuola, e un discorso così non ce l’avevo pronto 😛

    Certo che comunque ne gira di gente strana negli uffici!

  2. Ohi, Alessandro: ti sono bastati tre giorni per accorgerti della gente strana 🙂
    In bocca al lupo per il tuo nuovo lavoro e grazie per il “brava,ancora, bis!”: sono soddisfazioni!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...