Effetti del glutammato

Ehilà, com’è andata la Pasqua?

Non so quale perverso meccanismo della mia mente possa avermi indotto a pensare che passare la Pasqua in famiglia avrebbe giovato al mio umore depresso per via del lavoro e della mia cronica identità di precaria. Così ho preso parte ad una di queste tristissime, desolanti riunioni familiari che si celebrano in occasione delle feste comandate.

Uh mamma!

Ho avuto appena il tempo di chiedermi perché mangiamo così tanto per le feste in famiglia, ma ti basti l’elenco delle portate per spiegare il mio silenzio senza risposte, una volta a tavola: lasagne al forno, ravioli al ragù, abbacchio con le patate, polpette al sugo, carciofi alla romana e alla giudìa, broccoletti ripassati, fragole con panna, tiramisù, colomba, uova di cioccolata, caffè e ammazzacaffè.

Uh mamma!

Mia madre ha ingaggiato la solita estenuante lotta con papà per impedirgli di mangiare troppo, senza alcun risultato se non quello di ritrovarsi con la pressione alta lei e con i salatini degli antipasti incollati alle mani lui. C’è stato pure mio zio, sempre più grasso. Così grasso che per un momento ho pensato “un solo altro boccone, solo un altro, e fa il botto”, proprio come il tappo dello spumante. Mio suocero ha dormito – perfettamente seduto e composto – tra una portata e l’altra, solo le palpebre abbassate, il viso violaceo per il troppo cibo e il vino.

Uh mamma!

Io ho provato ad evitare la fatale abbuffata, ce l’ho messa tutta. Ma penso che ad un certo punto del pranzo nemmeno una first lady tres chic riuscirebbe a trattenersi dal ruttare e scoreggiare come un vecchio incontinente e senza freni.

Uh mamma!

Ho fatto lo slalom tra intingoli e salse e fritti ma il minimo che ora possa capitarmi è che mi becchi un’intossicazione da glutammato grazie alla passione di mia suocera per il dado da brodo, generosamente sciolto in tutte le portate. Così sono costretta a bere per giorni e notti di seguito e andare in bagno ogni tre minuti come…

…come una vecchia incontinente e senza freni!

E intanto penso chi me l’ha fatta fare, chi cacchio me l’ha fatta fare a fare tutti ‘sti chilometri per vederci tutti e sottoporci a questa pacchianata con lo sfondo delle carte argentate delle uova di Pasqua e e delle loro inutili sorprese, tra le urla di bambini cui di solito daresti un ceffone e basta. Meglio ddu spaghi da soli, no?

Guardiamo il lato positivo. Ti sento particolarmente loquace e sincera, ai limiti del politically correct.

Sarà il glutammato. Anzi, ti dico di più: ora esco e mi fiondo in un ristorante cinese e ordino un menù completo per rincarare la dose. Visto che comincio finalmente a dire tutto quello che penso non intendo certo smettere!

Sei diventata una ragazzaccia. Una cattiva, selvatica, bisbetica ragazzaccia!

Dio ti ringrazio. Finalmente!

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