La cena degli sposati

Un’estate fantastica. E un rientro degno della mia fama, mia cara!

Sono contenta per te. Fidanzati all’orizzonte?

Uomini quanti ne voglio, ma di fidanzamento manco a parlarne. Pussa via! Sono sempre più fedele alla mia vita di single viveur nella metropoli tentacolare. Grazie anche a conferme delle mie convinzioni: il matrimonio non fa per me. Proprio l’altra sera la sfiga – un invito cui non potevo dire di no – ha voluto che capitassi ad una cena di sposati. Orrore!

E’ stato proprio così brutto?

Peggio! Una folla sterminata di coppie con figli al seguito. Borghesissimi pseudo professionisti, crème de la crème di questa città. Pensa che le presentazioni prevedevano nome, cognome, stirpe familiare e titolo professionale.

Continua, ti prego!

Le donne mechatissime, lucidissime, ingioiellate come sante portate in processione. Gli uomini imbolsiti, ingrigiti, ingrugniti. I bambini griffati e viziati, imboccati – anche se quasi adolescenti – ad ogni angolo della casa. Che odio. Ma il peggio è arrivato al dessert, quando la conversazione ha imboccato la china dell’autoironia sul tema “vita matrimoniale”.

Oh mamma!

Mariti che ridicolizzavano le pance sformate e i culi enormi delle mogli, nonchè le loro discutibili manie in fatto di shopping. Le mogli – sfoderando brillanti e unghie laccate – lamentavano invece le interminabili permanenze in bagno dei rispettivi consorti, il russare e i rutti e tutte le variazioni maschili sul tema. Sono uscita da lì sentendomi una sopravvissuta, una miracolata!

Non siamo tutti così noi sposati.

No, certo! E’ che vi dipingono così!

Comunque, lasciali parlare ‘sti tipi qua. Sono solo le ultime cartucce a salve prima di un lunghissimo inverno. Quell’ironia disperata e feroce di chi sa che presto un mare di clenil nebulizzato ci inghiottirà tutti, noi e loro.

Letargo

Gli ho detto che questo weekend ero libera e gli ho proposto di vederci. Ma la moto non riesce a guidarla perché ha il braccio fasciato. La macchina preferisce non prenderla perché poi non trova parcheggio. L’autobus non se ne parla, fa troppo freddo. A piedi neanche a pensarci...

Non disperare e porta pazienza. Quest’uomo dalla vitalità dirompente e dallo spirito di iniziativa travolgente prima o poi si sveglierà dal letargo. A meno che non sia già morto e tu non te ne sia ancora accorta. In tal caso ti consiglio di contattare al più presto l’Ufficiale di Stato Civile di zona, my darling.