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20 Novembre 2009
Mi diverto un mondo con il mio amico gay: frequentiamo locali, organizziamo cene, andiamo al cinema e facciamo shopping. Sarebbe quasi un compagno perfetto se non fosse che il sesso tra noi è impossibile, of course.
E il tipo niente male?
Lui continua nel suo approccio lento e dolce e i suoi “topina mia”. Io comincio ad averne abbastanza ma cerco di non andarci giù troppo pesante: il suo processo di autocoscienza è di là da finire e gli attacchi di panico si sono intensificati. Manco a dirlo, il sesso tra noi è impossibile, of course.
Non si batte chiodo, quindi.
Lui però trova sempre dei modi carini per passare il tempo insieme, come le lunghe passeggiate e le interminabili chiacchierate per favorire la reciproca autocoscienza. Anzi, pare che mi trovi in uno stato di eccessiva autocoscienza e m’ha consigliato una fase di decompressione per favorire il processo verso uno stato superiore.
Ma pensa!
L’eccessiva autocoscienza mi rende più irritabile. L’altra giorno siamo andati a visitare un pittoresco borgo disperso tra i monti. Mi sentivo un po’ contrariata, ero annoiata e mi chiedevo cosa ci facessi lassù, con il freddo, il gelo e tutta quella desolante solitudine.
Me lo chiedo anch’io.
Lui, gonfio d’orgoglio e d’ammirazione per i lavori di restauro, ha annunciato che “tutto il centro storico è stato recentemente dichiarato zona pedonale”. Io ho osservato: “Sarà, ma i pedoni li hanno ammazzati tutti, pare”. E’ ammutolito e ora son tre giorni che non chiama. Pensi che sia stata insensibile?
Si, sei stata un’insensibile topina. Ora, per penitenza, ti tocca una sfrenata sessione di shopping con il tuo amico gay. Se fate tappa da H&M vi raggiungo!
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Tags: amico gay, attacchi di panico, autocoscienza, decompressione, H&M, insensibile, non si batte chiodo, zona pedonale
2 Ottobre 2009
Periodo così così. Comunque questo nuovo lavoro mi piace moltissimo e meno male. Tutto il resto è ancora per aria.
E la fuga romatica con quel tipo niente male?
Oh non è male, in effetti. Ma per ora niente fuga romantica. Lui soffre di attacchi di panico che sta cercando di risolvere. Il fatto è che per il momento non se la sente di viaggiare ed è alle prese con un certo processo di autocoscienza e introspezione che mi ha chiesto di rispettare, nei tempi e nei modi (peraltro a me sconosciuti). Del resto, siamo ancora in fase di corteggiamento: sms, aperitivi, e-mail, cinema, lunghe telefonate. E’ tanto, tanto carino. E dolcissimo. I suoi messaggini inziano sempre con un “topina”, “piccolina” e robine così.
Robine così dolci da far cariare un dente. Ma, scusa, a te come topina e piccolina non ti ci vedo proprio. Non era meglio quello che ti chiamava “topolona mia”?
E’ un periodo in cui il topina mi sta benissimo, ok?
Vabbè, ma a causa degli attacchi di panico del tipo non sei nemmeno andata in vacanza.
E qui ti sbagli! A fine agosto ho deciso di partire per la Grecia con il mio amico gay. Il mare era una favola e ci siamo divertiti tantissimo. Chiacchiere, sole e tanta gente nuova. Solo che nei locali lui ha rimorchiato un sacco, al contrario di me. Non c’è stata una sola sera in cui non sia rientrato in viril compagnia. Fortuna che le nostre camere erano su piani diversi.
Fortuna si. Ci si mette pure la concorrenza gay, ora!
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Tags: amico gay, attacchi di panico, autocoscienza, corteggiamento, fuga romantica, partire per la Grecia, topina, topolona
16 Luglio 2009
Ero dalla pediatra di mia nipote per ritirare un certificato. Si è seduto accanto a me un papà con due bimbi sotto i tre anni. Cortese e dall’aria per bene, il tizio ha attaccato con una mamma accanto a lui una tirata sulla corretta educazione alimentare. E’ andato avanti per circa venti minuti senza mettere né punti né virgole, una roba da rimanere senza fiato. Com’è come non è, lui ai suoi figli non somministra dolci, patatine, formaggini, omogeneizzati industriali e tanto meno cioccolata, giusto per citare alcuni cibi proibiti. Pare si stia anche mobilitando per raccogliere firme contro la Direzione Scolastica per abolire il consumo di caramelle gelèe distribuite in classe in occasione dei compleanni. La signora ha pronunciato un si e un no qua e là e mi è sembrata alquanto provata, io ho sudato freddo, temendo che il caro papà mi coinvolgesse nella conversazione. Infine ho concluso tra me e me che sono un brava zia e non mi sento da meno se ogni tanto con mia nipote ci spariamo hamburger e patatine fritte e poi concludiamo con un gelato al cioccolato. Tu che dici?
Dico che io ti vorrei come zia! Quanto a mia figlia, io le ho promesso cibo sano e genuino. Dal canto suo si è impegnata a consumare nutella, patatine fritte, cioccolata et similia ad intervalli regolari. L’amore è compromesso. Con i figli poi alcune battaglie son perse in partenza.
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Tags: caramelle gelèe, cibi proibiti, cioccolato, Direzione scolastica, educazione alimentare, hamburger e patatine fritte, nutella, pediatra
28 Marzo 2009
Ho conosciuto un ragazzo in treno, dice che abbiamo molto in comune – il fatto che siamo entrambi pendolari, forse? – e adesso ci sentiamo spesso. Cioè, è lui che mi chiama e mi cerca. Ne sono lusingata, ma solo perché al momento la vita sentimentale di un’ameba è più vivace della mia. Così rimango ad ascoltarlo in queste lunghissime telefonate serali. Però mi annoio. Dio come mi annoio! Mentre lui parla io mi spidocchio e mi depilo le sopracciglia con le pinzette. Oppure faccio un giro in sala e davanti alla specchiera faccio il punto sulla buccia d’arancia delle mie cosce.
In vista dell’estate è indispensabile fare il punto sulla buccia d’arancia almeno una volta al giorno e mettere in atto le dovute strategie. Che poi lui con le sue barbosissime telefonate ti offra l’occasione di farlo, bilancia la noia intrinseca di questa frequentazione. Già solo per questo lo ringraziamo!
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Tags: buccia d'arancia, frequentazione, lusingata, mi annoio, mi spidocchio, pendolari, pinzette, sopracciglia, telefonate serali, vita sentimentale
21 Marzo 2009
Ad un corso di aggiornamento conosco un tipo carino. Scapolo, ben vestito, con gli occhiali e l’aria perbene. Lui si profonde in mille complimenti e attenzioni e alla fine mi invita ad uscire un sabato sera. Accetto: dopo l’ultima storia finita male per la prima volta ho voglia di rimettermi in gioco. Facciamo un lungo giro in macchina fino a Capo di Leuca e mi racconta nei minimi dettagli la storia con la sua ex che l’ha deluso moltissimo. Non ceniamo nemmeno e io comincio ad annoiarmi a morte, oltre ad avere una fame pazzesca. Si sentirebbero i gorgoglii del mio stomaco se solo stesse zitto un minuto. Ma il peggio arriva quando mi guarda negli occhi e dichiara: “Tu mi sei piaciuta subito. Sarà che mi ricordi tanto mia madre”. A quel punto gli ho chiesto di portarmi a casa. Secondo te ho perso un’occasione?
Ricapitoliamo: un tizio ti porta fino a Leuca per dirti che sei tutta sua madre e non ti offre nemmeno un panino. Un suo “Oh, mamma!” nel momento clou e ti saresti trovata nel bel mezzo di una relazione incestuosa, mia cara! Il fantasma della ex, la logorrea, il braccino corto, poi, sono pesanti aggravanti. Direi che abbiamo sufficienti elementi per concludere che non ti sei perso un bel niente.
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Tags: aggravanti, aria perbene, braccino corto, Capo di Leuca, corso di aggiornamento, fantasma della ex, gorgoglii, logorrea, mille complimenti, momento clou, relazione incestuosa, sabato sera
26 Gennaio 2009
Ok, ok. Gli ho detto di non venire a trovarmi, tanto è un altro modo x farsi del male e so già come sarebbe andata. Sono stufa delle storie di sesso e basta, questo è quanto.
Brava ragazza, cominci a volerti più bene. A desiderare di più per te stessa.
Com’è però che non mi sento niente bene? Sono depressissima e odio la mia noiosa coscienza che non mi lascia fare cazzate e cose divertenti.
Mettiamola così: la via dell’autostima è lastricata di buone intenzioni. Teniamoci strette almeno quelle.
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Tags: autostima, buone intenzioni, coscienza, farsi del male, storie di sesso, volersi più bene
23 Gennaio 2009
Segui il mio ragionamento: visto che non lavoro più lì, io e l’Offeso non siamo più colleghi, no? Quindi ho deciso di non essere più così severa con me stessa e di fare pace con lui: domenica ci vediamo da me e sia quel che sia. Del resto, ho intravisto un intimo KC niente, niente male.
Ma non avevamo deciso di resistere ad oltranza, per tutti i motivi che sai? L’avevi definito affascinante, ma anche schifoso, proprio tu, te medesima in persona. Bada che non voglio sapere, non voglio sentirti piangere nemmeno in cinese. Mi tappo le orecchie: bla-bla-bla-bla-bla-bla!
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Tags: colleghi, fare pace, intimo KC, piangere in cinese
13 Gennaio 2009
Rientrata in ufficio dopo il weekend lui, l’Offeso, è tornato all’assalto. Sempre +insistente, affascinante e schifoso, mi bombarda di email: ormai mi sono ridotta a guardare lo schermo del pc come se fossi ipnotizzata. Non ti dico che pensieri e che sogni! Che mostri ’sti uomini: si insinuano nei pensieri di donne sole e tristi. Mostri si, ma belli, belli davvero. Adesso poi, siamo all’assurdo: ieri mi ha scritto che se continuo a tenerlo alla larga rischio di perderlo.
Solo una parola: resisti! resisti! resisti!
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Tags: donne sole e tristi, il collega d'ufficio, resisti!
8 Gennaio 2009
L’altra sera, durante un aperitivo, un collega di lavoro mi ha detto chiaramente che gli piaccio. Poi mi ha fatto la seguente proposta: viverci una storia di sesso, leggera e senza impegno. Ha posto solo una condizione: lui vuol essere libero di frequentare altre donne. Gli ho chiesto se la condizione valesse anche per me. Ha spalancato gli occhi e ha esclamato “Assolutamente no!”. Ho precisato che non avevo alcun problema a vivermi una storia di sesso, ma che intingere la penna nel calamaio dell’ufficio non sempre risulta una scelta saggia. Specie a certe condizioni.
Oggi in ufficio, dopo avermi evitato in pausa caffè, mi ha scritto un’email in cui sottolinea il suo stupore per il mio rifiuto e mi esprime il suo civile disappunto. Spera, tuttavia, che ci ripensi.
Cara, sei una ragazza senza cuore e di vedute ristrette. Ristrettissime.
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Tags: il collega d'ufficio, storia di sesso