Archivio per il 'Donne come noi'Categoria

Un relooking, please!

26 Maggio 2009

Sono uno straccio. Stanca, sudata, sfinita. Fa un caldo pazzesco e non lo sopporto.  In più avanzano implacabili rughe e rughette, i lineamenti del viso cedono alla forza di gravità e non sono pronta per la prova bikini. Sono anche stata da una consulente d’immagine per qualche consiglio su look e abbigliamento. Mi ha fatto un test di trucco, tessuti e colori, seguendo uno schema basato sulle stagioni dell’anno. Risultato? Non sono classificabile in nessuna tipologia di donna: né primavera, né estate, né autunno né inverno. La consulente dice che sono una “marginal”, un tipo a metà fra due stagioni, forse tre, e che deve studiare meglio il mio caso. Insomma, m’ha dato praticamente della “quattro stagioni” e io quasi rimpiango la mezza stagione che non c’è più! A dirla tutta, sto una chiavica peggio di prima.

Stai su, tu e i tuoi lineamenti. E’ solo il caldo che ci scioglie la faccia e azzera i neuroni, feroce bastardo. Lo so io cosa ti ci vuole: un relooking! A proposito: hai visto chi c’è tra le finaliste?

Il pelo di Arianna

18 Maggio 2009

Primavera: tempo di matrimoni, come quello della mia amica G. Tra gli invitati anche lei, una collega della sposa: tipo sportivo e spiccio, in tailleur pantaloni abbinato a rigogliosa e scura peluria sul labbro superiore. Durante il pranzo la suddetta collega della sposa si toglie la giacca e rimane in canotta, offrendo a tutti gli invitati la singolare vista delle sue ascelle pezzate e mai – e dico mai! – depilate. Neri, lunghi, arruffati e intorcinati come liane della giungla erano i peli sotto le ascelle.

Matò!

Nel mezzo di una lunga e sofferta digestione, m’è venuto di pensare all’urlo di Tarzan (forse moribondo in quella selva umida) e poi al mito di Arianna e all’utilità di un improponibile filo che guidasse un mostro metà uomo e metà animale. Ma di un labirinto nei dintorni nemmeno l’ombra.

No, eh?

Così per tutto il pranzo ho preferito non guardarla in viso per evitare che gli occhi mi si piantassero proprio lì, sul baffo, anche se poi lo sguardo correva curioso e irriverente alle ascelle. Lei – a dirla tutta – era perfettamente a suo agio con tutto ciò che io di solito ritengo superfluo e antiestetico. Infine, sono giunta ad una considerazione che mi sembra equilibrata: per quanto professi anch’io la semplicità e la naturalezza, sono convinta che gli ormoni abbiano da tempo trovato altre vie per esprimersi. Tu che ne pensi?

Non depilarsi le ascelle è come non fare il bidet o non lavarsi i denti, ecco quello che penso! E’ una norma igienica elementare, basilare. Prendi i denti, per esempio: perfino mio nipote quindicenne e puzzone si dedica a tale pratica quotidiana più volte al giorno per scongiurare il famigerato “effetto vellutello” sui denti sporchi e i conseguenti, spiacevoli inconvenienti con la propria ragazza. Ed è tutto dire. La collega della sposa, evidentemente, di tutto questo se ne fa un baffo.