Archivio per Ottobre, 2009
30 Ottobre 2009
Ehilà! Yuh-uhhhhh! Questa volta ho pensato di chiamarti, per sentirci più vicine!
Sei tanto cara (!)…dove sei?
In questo preciso momento ti chiamo dalla bottega del fornitore di riso e spezie, ma in generale posso dire che sono in paradiso! Qui la meditazione è il mio pane quotidiano. Nel resto del tempo digiuno. Ma ho le idee chiarissime, sai? L’universo, l’amore, il futuro, me stessa. Me stessa, soprattutto. E poi sono in compagnia di persone deliziose, con cui condivido tutto. Sono tanto gentili con me!
Quando torni, piuttosto? Hai fatto più strada tu di Forrest Gump.
Presto. Mi rimane da superare solo il fire walking. Poi recupero l’iPhone che m’ha requisito il guru e scappo da qui.
Ussignur! Sei sicura di star bene?
Cosa dici? Non ti sento bene! Dev’esserci un’interferenza…rpt..arp…ciaaap…torp…rip..rtap..iuto! Click.
Pubblicato su Audrey | Lascia un commento »
Tags: digiuno, fire walking, Forrest Gump, guru, interferenza, iPhone, meditazione, riso e spezie
22 Ottobre 2009
Non nego che nel silenzio tombale di quei giorni la mia mente abbia formulato i pensiei più assurdi. Persino che quel distacco fosse doloroso, ma necessario. Dopo saremmo tornati più uniti e innamorati che mai, alla faccia di tutti e di tutto. Ho alternato momenti di serena rassegnazione ad altri di cupa disperazione. Poi ad un certo punto ho pensato di potercela fare e amen. Ed è stato lì, proprio in quel momento, che hanno suonato alla porta.
E chi era?
Il postino: m’ha consegnato un pacco. Il mittente era Lui. Via posta m’ha mandato lo spazzolino, il pigiama, il babydoll, la tazza della colazione e la crema idratante. In un post it degno del suo stile ha scritto, senza preamboli: “Ecco, le tue cose. Appena puoi mandami le mie. Mi raccomando quei 6 numeri di Tex Wiler, sai che ci tengo. Mettili in un sacchetto a parte”. Nient’altro. Nemmeno un ciuccia bestia, un cara, uno stammi bene o un è stato bello.
Terribile.
Già. Sono passata dallo stato di Stand by allo stato Off. Che faccio, schiaccio Riavvia?
No tesoro, il Riavvia non è sano, rimani su Off. Ma prima dai fuoco a quei sei numeri di Tex Willer e poi spargi le ceneri al vento. Ti facciamo volentieri compagnia io, la Luisa e il Moet & Chandon. A stasera!
Pubblicato su Mary Jean | 2 Commenti »
Tags: babydoll, ceneri al vento, ciuccia bestia, distacco doloroso, il postino, Moet & Chandon, post it, Tex Willer
15 Ottobre 2009
Claudia ha incontrato il mio ex marito al supermercato, reparto surgelati. Lei sperava in un saluto veloce, lui l’ha placcata davanti al banco dei 4 salti e affini. Affabile, loquace, decisamente sopra le righe s’è profuso in convenevoli e saluti.
Oh!
Claudia non sa spiegarsi come, ma è passato subito alla descrizione dettagliata e non richiesta del suo umore. Pare stia benissimo, che sia rinato e mi manda tanti saluti affettuosi. Ha aggiunto che la SUA decisione di separarci ha fatto del bene a entrambi, che il MIO temporeggiare ci stava solo facendo soffrire, che presto arriverà per entrambi il giusto distacco dalle cose e che, in certo senso, devo a LUI la mia nuova vita. E qui mi fermo che mi parte subito la tachicardia!
Il solito idiota. Non solo è tutto falso, ma ci mancava solo che la separazione la chiedessi io per voi. Nel quartiere ho perfino promosso una raccolta di firme.
Separarmi è stata l’unica via per salvare la mia salute mentale. Ma è evidente che non è ancora “ex” abbastanza da fregarmene di quello che va raccontando. E tutto questo perchè una si illude che con un anello di qualche carato al dito si assicuri l’happy end! Io ora ho solo due carati grossi così, non so se mi spiego.
C’è poco da dire, my darling: un demente è per sempre.
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Tags: 4 salti, anello al dito, carati, happy end, reparto surgelati, sopra le righe, tachicardia
8 Ottobre 2009
Non ti sento da troppo tempo e la cosa mi inquieta.
Sto benissimo. Mi sono goduto un meraviglioso settembre. Del resto avevi il tuo bel daffare. Ti basta poco a te per andare in tilt.
A cosa ti riferisci, scusa?
Mi riferisco al fatto che puntualmente sei vittima di un’emotività incontrollata e debordante. Ti ho visto alle prese con l’inserimento alla materna di tua figlia, sai? Un disastro. Con tutti i lbri che hai letto, la teoria e la pratica che ti vanti di avere hai toppato alla grande. Dovrebbero radiarti dal Mommyblogging. Nemmeno un briciolo di autocontrollo, cosa che non giova affatto alla pargola, ti ricordo.
Stai esagerando: sei il mio Alter Ego, mica il Grillo Parlante. Sono semplicemente una persona sensibile, io. Tu piuttosto non eri alla frutta, qualche tempo fa?
Lo ero, si. E ho anche passato le solite ferie con tutta – e dico tutta – la famiglia. Ovvio che di sesso con mio marito manco l’ombra. Delle vacanze estive la cosa più vicina all’intimità sessuale era il momento in cui raccoglievo il suo costume da bagno sporco di sabbia dal box doccia e lo lavavo insieme al mio. Vedo la cosa con filosofia, però: stare insieme a tutta la famiglia ha un che di piacevolmente perverso. Non credi?
Se lo dici tu.
Alla fine ho anche ritrovato la Thelma e la Louise. Le ho incrociate in una piana lussureggiante, tutte di bianco vestite, intente a stendere una dichiarazione d’intenti per la prossima stagione autunno-inverno. Io l’ho sottoscritta punto per punto: parrucchiere e ceretta a intervalli regolari e costanti, guardaroba nuovo, accessori giusti e biancheria intima raffinata. Insomma, basta con le mutande del mercato, con lo sbraco e la vestaglia in casa. In tutto il marasma che c’è in giro (ma li leggi i giornali?!), questi mi sono sembrati principi a dir poco illuminanti.
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Tags: autocontrollo, biancheria intima, costume da bagno, ferie in famiglia, grillo parlante, inserimento alla materna, mommyblogging, mutande del mercato, sbraco, Thelma e Louise, tilt, vestaglia
2 Ottobre 2009
Periodo così così. Comunque questo nuovo lavoro mi piace moltissimo e meno male. Tutto il resto è ancora per aria.
E la fuga romatica con quel tipo niente male?
Oh non è male, in effetti. Ma per ora niente fuga romantica. Lui soffre di attacchi di panico che sta cercando di risolvere. Il fatto è che per il momento non se la sente di viaggiare ed è alle prese con un certo processo di autocoscienza e introspezione che mi ha chiesto di rispettare, nei tempi e nei modi (peraltro a me sconosciuti). Del resto, siamo ancora in fase di corteggiamento: sms, aperitivi, e-mail, cinema, lunghe telefonate. E’ tanto, tanto carino. E dolcissimo. I suoi messaggini inziano sempre con un “topina”, “piccolina” e robine così.
Robine così dolci da far cariare un dente. Ma, scusa, a te come topina e piccolina non ti ci vedo proprio. Non era meglio quello che ti chiamava “topolona mia”?
E’ un periodo in cui il topina mi sta benissimo, ok?
Vabbè, ma a causa degli attacchi di panico del tipo non sei nemmeno andata in vacanza.
E qui ti sbagli! A fine agosto ho deciso di partire per la Grecia con il mio amico gay. Il mare era una favola e ci siamo divertiti tantissimo. Chiacchiere, sole e tanta gente nuova. Solo che nei locali lui ha rimorchiato un sacco, al contrario di me. Non c’è stata una sola sera in cui non sia rientrato in viril compagnia. Fortuna che le nostre camere erano su piani diversi.
Fortuna si. Ci si mette pure la concorrenza gay, ora!
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Tags: amico gay, attacchi di panico, autocoscienza, corteggiamento, fuga romantica, partire per la Grecia, topina, topolona