Vado al punto: il capo ha indetto una riunione per la prossima settimana. E sai a cosa penso io quando il capo ci chiama tutti in riunione?
Dai, spara.
Ecco, ora mi licenzia e lo annuncia davanti a tutti.
Ma no!
Si lo so: probabilmente sono vittima di una eccessiva, debordante emotività. Ma è esattamente quello che penso.
Ma va là.
In tutta coscienza, penso di fare bene il mio lavoro. Proprio bene.
Ma certo.
Tuttavia, il fatto di essere madre è come se mi mettesse in una posizione di svantaggio.
Ma non credo, su.
Si, e mi penalizzo come se dovessi sudare tre volte tanto per tenermi stretto il mio già precario lavoro. Tanto lo so che al primo scivolone loro avrebbero ragione di pensare: “Ecco, ha sbagliato! Ma come può pretendere di lavorare e di fare pure la madre?!“. Pensi che io nutra un fondato timore di persecuzione o sono solo paturnie?
Stai vaneggiando, cara. Per fortuna viviamo in un Paese in cui la donna che lavora ha un ruolo riconosciuto e apprezzato in ogni luogo e mansione. Se la donna è anche madre, poi, il datore di lavoro le garantisce continuità, soddisfazione e flessibilità. Se a questo aggiungiamo i servizi avanzati e le agevolazioni per le famiglie, direi che le tue sono paturnie che non hanno nessun motivo di esistere.
Tu dici?
Dico, dico. Stai tranquilla.
ghiaccio nelle vene…
bellissimo!!! lo linko anche sul social network!
Grazie, Panz
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