Christmas Time

24 Dicembre 2009

Buon Natale, eh.

Anche a te.

‘mazza che spirito natalizio.

Non tocchiamo questo tasto. Ho fatto l’albero, il presepe e ho riempito la dispensa anche contro eventuali attacchi atomici. Missione compiuta. Ora vado in apnea per i prossimi 3 giorni e amen. Mi auguro solo di digerire. Nient’altro.

E i regali?

Quella sembrava una missione impossibile, ma ho portato a casa il risultato. Mi sono tuffata nei corridoi del centro commerciale e ho iniziato a buttar roba nel carrello a occhi chiusi, fino a che non s’è riempito fino all’orlo. Tanto, anche se fossi stata lì a pensare, avrei scelto male lo stesso. Sul bigliettino di ogni pacchetto ho scritto: “Odio fare i regali di Natale e sono certa di aver sbagliato il tuo. Perdonami”.

Onesta, almeno.

Stronza, vorrai dire. Intanto mi alleno a fare la faccia di chi dice “Ma non doveeeeeevi! Grazie, è bellissimo!”. Mi esibisco stasera, dopo cena. Sei dei nostri? Sappi però che non t’ho preso niente, non eri nella lista.

Una stronza, pure a Natale. Auguri!


Imma e la cotta 2.0

21 Dicembre 2009

Ehilà, che fine hai fatto? Sei caduta nella rete?

Uh?

Ti disturbo? Hai da fare?

No, no. Sono su Facebook. Ma tu dimmi pure.

Volevo sapere come stai, ma se sei impegnata ci sentiamo un’altra volta.

Figurati. Sto bene, anzi benissimo. E’ che sono sulla pagina del mio vicino di casa, sai che è tra i miei contatti FB, no? Ci passo tutti i giorni a farmi gli occhi. Mamma mia quant’è bello! Ci sono foto di lui al mare, di lui in casa, di lui a cena con amici, di lui mentre fa box, di lui ad un matrimonio, di lui ad una festa. Che gran pezzo di figo! Uh, matò, guarda: qui è troppo bono. E qui, mamma che spalle! Bello, bello di mamma tua!

Imma, calmati! Ma come parli?!

Sono espressioni che ho imparato in tram: la mattina, quando vado in ufficio, c’è un gruppetto di teenager scatenate che va a scuola: parlano tutte così. Dicono anche di peggio, a dire il vero. Ma certe frasi rendono perfettamente, non c’è che dire.

Insomma, ’sto tipo qua è così bello?

Bello?! E’ un frescone della madonna, un figo da paura! Ho pure salvato le sue foto sul pc, le ho modificate con PhotoFunia e mi ci sono fatta dei poster che ho sparso per casa. Inutile aggiungere che ho l’ormone a mille.

Ti sei presa una cotta in piena regola. Lo dicevo che tutto ’sto internet non t’avrebbe fatto bene.

Macchè: ho più di 300 contatti solo su FB e la mia anima sociale si espande ormai all over the world.

Però! E quando parti per le vacanze di Natale?

Mercoledì, con l’espresso delle 21. Per un paio di settimane tornerò all’ovile, frequenterò i vecchi amici della parrocchia, guarderò Porta a Porta e L’Italia sul 2 con la mamma e nasconderò il fuoco del web 2.0 sotto la cenere.


Il caro estinto

11 Dicembre 2009

Ripigliati, su!

Non ce la faccio. Sono proprio a terra. L’unica cosa che mi conforta, in questi giorni, è ripensare al mio ex storico. Lui.

Ricominci con il caro estinto?!

Ok, mi ha fatto soffrire. Ma quale storia d’amore non ha la sua bella dose di sofferenza? Prima o poi tocca a tutte e per me quello è stato comunque un rapporto importante.

Tesoro, se non ti prendo a schiaffoni è solo perchè sei conciata davvero male. Anzi, mi preoccupi pure: quando ritorni a pensare allo Stronzo Sfigato poi ci metti mesi per riprenderti.

Dai, era così carino con quell’aria da intellettuale! Così concentrato, immerso in mille pensieri, silenzioso.

Praticamente un asociale, incapace di compiere il più elementare gesto di buona educazione: invece di dire ciao grugniva.

A me piaceva, però. Sempre con lo sguardo altrove, sembrava alle prese con i dilemmi fondamentali della vita.

Già, sempre incerto se scegliere tette o culi. Non i tuoi però.


Voglia di tenerezza

4 Dicembre 2009

Vedo un tipo da una paio di settimane. Grande intesa, non c’è che dire. Ovvio che nessuno dei due si aspetta altro. Una bella, gratificante storia di sesso e basta. E fin qui tutto ok.

Però?

Il problema è che lui parte in quarta e ci ritroviamo subito a farlo, senza tanti giri di parole.

Ellapeppa!

Ci starebbe bene una parolina, un girarci un po’ attorno. Un sorriso. Almeno l’ombra di un po’ di romanticismo. Gliel’ho anche detto.

E lui?

“Finora non ti sei mai lamentata”, ha risposto stupito.

Un vero signore, complimenti. Ma tu sei sicura di star bene?

Sto benissimo! Forse ho solo voglia di tenerezza. Sarà questa fase letargica: inverno, piumone, pigiamone, biscottini, tv.

Ahia, ti stai innamorando.

Non è vero!

Si, riconosco i sintomi!

Non sono mica malata.

No, eh?

Macchè! Forse è solo penuria di carboidrati. Tutto qui.


All you need is Banco Posta

2 Dicembre 2009

L’altro giorno non c’era verso che il mio postamat pagasse il conto in profumeria così ho controllato il conto online sul Poste.it e mi è venuto un colpo! Ho trovato uno scoperto di 7000 euris e per poco non ci sono rimasta secca. Ho sudato freddo, poi all’improvviso ho avuto caldo e sono diventata paonazza. Giuro, mi sarei presa a cinghiate per gli acquisti compulsivi delle ultime 3 settimane e già pensavo di ritirarmi in un eremo, per meditare sulle mie colpe e votarmi alla vita frugale e alla meditazione.

Poi s’è risolto tutto, no?

Si, ma devo ancora riprendermi dalla botta.

E come va con il tuo lui?

Tutto procede, anche se trovare un equilibrio tra i miei slanci entusiastici e il suo aplomb non è facile. Lui è così misurato, programmato, inquadrato mentre io sono di un romanticismo rivoltante della serie “All you need is love” e sono sempre sul punto di fare pazzie. L’altra sera, per esempio, mi chiama e mi dice che va all’estero per lavoro e ci rimane tre settimane. Io già immagino una lunga, appassionata serata di saluti e gli dico: “Ci vediamo più tardi, allora!”. E lui “No, ho un lista di cose da sbrigare e ti sto chiamando per salutarti, appunto”. Per dirti il tipo, ecco.

Wow, sono senza fiato!

Ok, ammetto che la nostra non è quel si dice una “passione travolgente”. Ma lui è un uomo perbene e gentile.

Tanto perbene e gentile che ti dà più emozioni il tuo Banco Posta.


Insensibile topina

20 Novembre 2009

Mi diverto un mondo con il mio amico gay: frequentiamo locali, organizziamo cene, andiamo al cinema e facciamo shopping. Sarebbe quasi un compagno perfetto se non fosse che il sesso tra noi è impossibile, of course.

E il tipo niente male?

Lui continua nel suo approccio lento e dolce e i suoi “topina mia”. Io comincio ad averne abbastanza ma cerco di non andarci giù troppo pesante: il suo processo di autocoscienza è di là da finire e gli attacchi di panico si sono intensificati. Manco a dirlo, il sesso tra noi è impossibile, of course.

Non si batte chiodo, quindi.

Lui però trova sempre dei modi carini per passare il tempo insieme, come le lunghe passeggiate e le interminabili chiacchierate per favorire la reciproca autocoscienza. Anzi, pare che mi trovi in uno stato di eccessiva autocoscienza e m’ha consigliato una fase di decompressione per favorire il processo verso uno stato superiore.

Ma pensa!

L’eccessiva autocoscienza mi rende più irritabile. L’altra giorno siamo andati a visitare un pittoresco borgo disperso tra i monti. Mi sentivo un po’ contrariata, ero annoiata e mi chiedevo cosa ci facessi lassù, con il freddo, il gelo e tutta quella desolante solitudine.

Me lo chiedo anch’io.

Lui, gonfio d’orgoglio e d’ammirazione per i lavori di restauro, ha annunciato che “tutto il centro storico è stato recentemente dichiarato zona pedonale”.  Io ho osservato: “Sarà, ma i pedoni li hanno ammazzati tutti, pare”. E’ ammutolito e ora son tre giorni che non chiama. Pensi che sia stata insensibile?

Si, sei stata un’insensibile topina. Ora, per penitenza, ti tocca una sfrenata sessione di shopping con il tuo amico gay. Se fate tappa da H&M vi raggiungo!


Così non va

12 Novembre 2009

Esaurito da tempo l’effetto ferie, sono di un umore nero e denso come la pece. Per citare il Poeta, mi sento come “una Peroni lasciata aperta”. Non mi sopporto nemmeno da sola, mi attacco a tutto e sbotto per niente. Così non va.

Si salvi chi può.

Il brutto è che quando sono così di malumore mi vedo più racchia del solito e tutta sbagliata. Prendi questi occhiali, per esempio.

Cos’hanno che non va?

Mi fanno troppo Al Bano, ecco cosa non va! E guarda come sono vestita: l’unico capo alla moda che ho è la tuta viola dell’Ikea e delle scarpacce nere simil Hogan che fanno tanto donna gravida. Dai, non si può! Se penso ai gloriosi tempi del Relooking mi viene da piangere.

Già, non ti si può guardare.

Poi c’è la rogna della depilazione. A me con ’sto freddo mi verrebbe solo da crescerli, i peli. L’unico motivo che mi spinge a compiere il mio dovere estirpatorio è il timore che mi succeda qualcosa e che mi trovino invasa da peli neri e lunghi. Comincio a pensare che certe scelte drastiche abbiano un loro perchè.

Il tuo è un chiaro quanto patetico tentativo di non pensare a problemi più seri.

Eccola che riattacca con la psicologia. Che palle! Vabbè, che faccio?

In tempi diversi t’avrei consigliato di consultare il Dottor Freiss, ma c’è pur sempre Don Matteo. Già solo per Simone Montedoro val la pena guardarlo, senti a me.

E mi sa che c’hai ragione, sai? Tranne che per le paurose immagini di una Sidney Rome rifatta, ahilei: mamma che impressione!


Bella stronza

6 Novembre 2009

E’ naturale che in certi frangenti si cerchi il sostegno delle amiche. Prendi Nina, per esempio.

Chi, la stronza?

Forse avrà un carattere un po’ duro, ne convengo. Ma a volte serve. Lei è ancora nella compagnia del mio ex, quella in cui ero anche io fino a qualche tempo fa, per intenderci. Allora le ho chiesto di lui: come sta, come se la passa e robe del genere. Come lo vede, ecco.

E che dice la cara Nina?

Dice che sta benissimo. Anzi, pare che “non è mai stato così bene” da quando ci siamo lasciati. E’ di ottimo umore e un gran compagnone e, ha aggiunto Nina, “nemmeno quando eravamo tutti in vacanza alle Eolie era così allegro”.

‘mazza che stronza!

L’ha detto per farmi superare presto il dolore di queste settimane. Così ci do un taglio netto, capisci?

Sarà, ma rimane una bella stronza.

No, è stata dura ma terapeutica. Così finalmente mi tolgo i prosciutti dagli occhi.

Tesoro, poco ma sicuro: non c’hai due prosciutti davanti agli occhi, c’hai due maiali!


Torna a casa, Audrey!

30 Ottobre 2009

Ehilà! Yuh-uhhhhh! Questa volta ho pensato di chiamarti, per sentirci più vicine!

Sei tanto cara (!)…dove sei?

In questo preciso momento ti chiamo dalla bottega del fornitore di riso e spezie, ma in generale posso dire che sono in paradiso! Qui la meditazione è il mio pane quotidiano. Nel resto del tempo digiuno. Ma ho le idee chiarissime, sai? L’universo, l’amore, il futuro, me stessa. Me stessa, soprattutto. E poi sono in compagnia di persone deliziose, con cui condivido tutto. Sono tanto gentili con me!

Quando torni, piuttosto? Hai fatto più strada tu di Forrest Gump.

Presto. Mi rimane da superare solo il fire walking. Poi recupero l’iPhone che m’ha requisito il guru e scappo da qui.

Ussignur! Sei sicura di star bene?

Cosa dici? Non ti sento bene! Dev’esserci un’interferenza…rpt..arp…ciaaap…torp…rip..rtap..iuto! Click.


Il pacco

22 Ottobre 2009

Non nego che nel silenzio tombale di quei giorni la mia mente abbia formulato i pensiei più assurdi. Persino che quel distacco fosse doloroso, ma necessario. Dopo saremmo tornati più uniti e innamorati che mai, alla faccia di tutti e di tutto. Ho alternato momenti di serena rassegnazione ad altri di cupa disperazione. Poi ad un certo punto ho pensato di potercela fare e amen. Ed è stato lì, proprio in quel momento, che hanno suonato alla porta.

E chi era?

Il postino: m’ha consegnato un pacco. Il mittente era Lui. Via posta m’ha mandato lo spazzolino, il pigiama, il babydoll, la tazza della colazione e la crema idratante. In un post it degno del suo stile ha scritto, senza preamboli: “Ecco, le tue cose. Appena puoi mandami le mie. Mi raccomando quei 6 numeri di Tex Wiler, sai che ci tengo. Mettili in un sacchetto a parte”. Nient’altro. Nemmeno un ciuccia bestia, un cara, uno stammi bene o un è stato bello.

Terribile.

Già. Sono passata dallo stato di Stand by allo stato Off. Che faccio, schiaccio Riavvia?

No tesoro, il Riavvia non è sano, rimani su Off. Ma prima dai fuoco a quei sei numeri di Tex Willer e poi spargi le ceneri al vento. Ti facciamo volentieri compagnia io, la Luisa e il Moet & Chandon. A stasera!